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Dialetto
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Il termine mwbqdialettocite-ref-1[1] può indicare, a seconda del contesto d'uso:
• in senso mwdalinguistico, una varietà di una mwdqlingua;cite-ref-2-2-0[2]cite-ref-3-3-0[3]cite-ref-dialetto-4-0[4]
• in senso mwjasociolinguistico, una lingua socialmente subordinata ad una lingua politicamente dominante.cite-ref-2-2-2[2]cite-ref-3-3-2[3]cite-ref-1-5-0[5]
In quest'ultima accezione, parlandosi di lingua in rapporto ad un'altra linguacite-ref-2-2-3[2]cite-ref-3-3-3[3], mwogdialetto può essere anche una mwowlingua regionale che ha perduto autonomia rispetto ad un'altra, divenuta socio-politicamente dominante e riconosciuta come ufficiale, con cui spesso ha una certa affinità e origini simili, la quale viene definita come mwpalingua tetto:cite-ref-1-5-1[5] in questo senso, la parola mwqqdialetto viene utilizzata nella mwqglinguistica mwqwitaliana, in analogia al mwrafrancese mwrqpatois, per riferirsi alle mwrglingue regionali italiane evolutesi autonomamente dal latinocite-ref-1-5-2[5] (ossia i mwswdialetti italo-romanzicite-ref-6[6], che diversi autori definiscono infatti come mwualingue sorelle dell'italianocite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-ddd-uab-cat-9-0[9]cite-ref-degruyter-com-10-0[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]). In contesti di questo tipo, una lingua in pericolo d'estinzione o minoritaria può essere indicata come mwbqdialetto da un governo nazionale e come tale essere percepita dai parlanti, veicolando così un giudizio di valore che ha a che fare con il prestigio e l'identità: il termine assume perciò una connotazione negativa legata a “scorrettezza” e “basso status” ed è spesso impiegato in modo denigratoriocite-ref-14[14].
Contents
• In Cina
• Note
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Accezioni del termine
La parola 'dialetto' non ha significato univoco. Sulla difficoltà di definizione di "dialetto" si confronti il mwdqDizionario di linguistica (p.mwdg 229, a cura di Gian Luigi Beccaria, alla voce mwdwdialetto), dove è detto che "non esiste un valore semantico univoco ed assolutamente non ambiguo [di questo termine], né a livello di uso comune, né a livello vocabolaristico, né a livello di impiego scientifico". In generale, al termine si riconoscono due diverse accezioni: varietà di una lingua e lingua contrapposta ad un'altra.
Dialetto come varietà di una lingua
La presente accezione definisce una mwegvarietà della lingua nazionale, di un sistema, di un mwewcontinuum linguistico geografico (è il caso dei mwfadialects dell'mwfqinglese americano, che condividono gli stessi caratteri strutturali e la stessa storia della lingua nazionale).cite-ref-marc-15-0[15] Secondo questa definizione, la più diffusa nei mwggpaesi anglosassoni,cite-ref-16[16] il termine dialetto è riferito ad una precisa famiglia linguistica ed eventualmente relazionato alla "forma linguistica di riferimento" o standard (o mwhwkoinè); e talune famiglie possono presentare più di una forma 'standard' (si veda mwiamwiqdiasistema). In questo senso è lecito parlare di "dialetto di una lingua" o "dialetto di un continuum linguistico o dialettale" poiché equivale a parlare di una varietà linguistica intelligibile con le altre del gruppo a cui è ascritta.
In questo caso il termine mwiwdialetto non ha alcuna accezione negativa, ma è usato come denominazione neutra per qualunque varietà linguistica, compresa quella mwjastandard; infatti, la sociolinguistica ha dimostrato che persino le varietà più distanti dallo standard o non considerate socialmente prestigiose sono ugualmente complesse, strutturate e in grado di trasmettere qualsiasi messaggio i loro parlanti intendano comunicare.cite-ref-17[17]
Dialetto come lingua contrapposta a quella nazionale
La seconda accezione identifica una lingua autonoma rispetto alla lingua nazionale, che ha caratteri strutturali e una storia distinti da quelli della lingua nazionale.cite-ref-marc-15-1[15] In questo caso il dialetto viene considerato come qualsiasi lingua con una propria caratterizzazione territoriale, ma privo di rilevanza politica o prestigio letterario; dal punto di vista della linguistica descrittiva e della filologia prescinde da qualsiasi legame di dipendenza, subordinazione o appartenenza con la lingua ufficiale (o con le lingue ufficiali) vigente nel suo territorio di pertinenza, quantunque tra dialetto e lingua ufficiale possano esistere notevoli parentele e somiglianze.
Dialetto e lingua vernacolare
Il termine mwmqvernacolo, spesso usato nella mwmglingua italiana come sinonimo di dialetto, indica più precisamente la mwmwlingua vernacolare, una parlata limitata a una precisa zona geografica, usata specificatamente dal popolo, e si differenzia dal dialetto, che ha una copertura geografica e un uso sociale più vasti.cite-ref-18[18] Per ragioni storiche, mwoavernacolo è spesso usato con riferimento alla situazione linguistica della mwoqToscana e dell'mwogItalia centrale,cite-ref-19[19], in particolare per quanto riguarda testi poetici e teatrali.cite-ref-20[20].
Lingue e dialetti
Non esistono criteri scientifici o universalmente accettati per discriminare casi in cui due varietà linguistiche debbano considerarsi due "lingue" diverse o due "dialetti" (nel senso di "varietà") di una stessa lingua.cite-ref-21[21] Lo stesso mwsqBloomfield scrisse che la distinzione è di natura puramente relativa.cite-ref-22[22] Inoltre, i termini stessi "dialetto", come accennato sopra, e "lingua" non possiedono una definizione univoca (vedere la sezione mwtgLingue e varietà per una formalizzazione del concetto "lingua"). Anche se esistono alcuni criteri discriminatori, questi danno spesso risultati contraddittori a seconda di quale paradigma teorico si tenga in considerazione. La distinzione esatta è pertanto soggettiva, e dipende dal proprio sistema di riferimento.
La soggettività e le difficoltà che si incontrano nello stabilire confini linguistici tra lingue e varietà è illustrata dal celebre mwuaaforisma "mwuqUna lingua è un dialetto con un esercito e una marina"in lingua [[yiddish]] "אַ שפּראַך איז אַ דיאַלעקט מיט אַן אַרמיי און פֿלאָט", ''A shprakh iz a dialekt mit an armey un a flot'' ("Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina militare"), usualmente attribuito al linguista mwuglituano mwuwMax Weinreich. L'aforisma espone in maniera succinta il fatto che la distinzione fra lingua e dialetto è di natura politica, più che linguistica. Questa è forse la dichiarazione più citata di un'analogia che è stata attribuita ad altri autori. Weinreich dichiara esplicitamente di non averla ideata, ma di averla sentita in una conversazione privata.<ref> {{citazione|L'anno scorso abbiamo tenuto un ciclo di venti conferenze al Dr. Tsemakh Shabad Jewish Studies Program su 'Problemi nella storia della lingua yiddish'. Un insegnante di una scuola superiore del [[Bronx]] è venuto una volta ad ascoltare. [..] dopo una conferenza venne da me e mi chiese, 'Qual è la differenza tra una lingua e un dialetto?' Io ho detto che era una questione di soggettività intellettuale e mi è sembrato che lui sentisse che ciò portava nella giusta direzione, ma lui mi ha interrotto dicendo 'Questo lo so, ma le voglio dare una definizione alternativa. Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina.' Mi ha colpito tanto che ho voluto trasporre questa espressione meravigliosa del periglio sociale dello Yiddish a un grande pubblico.|[[Max Weinreich]], "דער ייִוואָ און די פּראָבלעמען פֿון אונדזער צײַט", ("Der YIVO un di problemen fun undzer tsayt")", [[YIVO Bletter]], vol. 25 nr. 1, Jan-Feb 1945, p.13.|פֿאַר אַ יאָרן האָבן מיר אין דער ד״ר צמח שאַבאַד־אַספּיראַנטור געהאַט אַ קורס פֿון צוואַנציק לעקציעס אויף דער טעמע׃ „פּראָבלעמען אין דער געשיכטע פֿון דער ייִדישער שפּראַך“. צווישן די צוהערערס איז איין מאָל אױך אַרײַנגעפֿאַלן אַ לערער פֿון אַ בראָנקסער הײַסקול. ער איז געקומען קײן אַמעריקע ווי אַ קינד און האָט פֿאַר דער גאַנצער צײַט קײן מאָל ניט געהערט, אַז ייִדיש האָט אַ געשיכטע און קען דינען פֿאַר העכערע ענינים אויך. ווי אַזוי ער איז פֿון דער אַספּיראַנטור פֿון ייִוואָ געווויר געוואָרן ווייס איך ניט, נאָר פֿון יעמאָלט אָן האָט ער שוין גענומען קומען. איין מאָל נאָך אַ לעקציע גייט ער צו צו מיר און פֿרעגט׃ „וואָס איז דער חילוק פֿון אַ דיאַלעקט ביז אַ שפּראַך?“ איך האָב געמיינט, אַז עס רופֿט זיך אים דער משׂכּילישער ביטול, און איך האָב אים געפּרוּווט אַרויפֿפֿירן אויפֿן ריכטיקן וועג, נאָר ער האָט מיך איבערגעריסן׃ „דאָס ווייס איך, אָבער איך וועל אײַך געבן אַ בעסערע דעפֿיניציע׃ אַ שפּראַך איז אַ דיאַלעקט מיט אַן אַרמיי און פֿלאָט“. איך האָב זיך יעמאָלט באַלד פֿאַרגעדענקט, אַז די דאָזיקע וווּנדערלעכע פֿאָרמולירונג פֿון דער סאָציאַלער מערכה פֿון ייִדיש מוז איך ברענגען צו אַ גרויסן עולם.|lingua=yi}} </ref> Ancora è stato detto che una lingua è "un dialetto che ha fatto carriera."cite-ref-23[23]
Criterio di mutua intelligibilità
Uno dei criteri proposti per distinguere dialetti di una stessa lingua da lingue diverse è quello di mwwgmutua intelligibilità. Due varietà sono mutualmente intelligibili quando due parlanti di due varietà diverse possono capirsi parlando ognuno la propria. Tuttavia questo criterio ha vari problemi.cite-ref-genetti12-24-0[24]
Uno riguarda i casi in cui ci sia un mwyacontinuum dialettale: parlanti di varietà geograficamente vicine possono comprendersi facilmente, ma parlanti di varietà distanti hanno sempre più problemi a capirsi al crescere della distanza fino a diventare reciprocamente non intelligibili. Questa situazione è comune tra le lingue del mondo.cite-ref-25[25] Un secondo problema riguarda proprio la parola "mutua": in molti casi si ha asimmetria nella comprensione, cioè il parlante di una varietà capisce bene il parlante di un'altra ma non viceversa. Questo scenario è tipico quando una delle due varietà è una mwzqlingua standard ed è probabile che anche i parlanti della varietà non standard siano stati ripetutamente esposti alla lingua standard.cite-ref-genetti12-24-1[24]
Cluster dialettali e linguistici
In determinate situazioni, un gruppo strettamente correlato di varietà dialettali può possedere una considerevole, seppur incompleta, mw1amutua intelligibilità, senza che una di queste varietà domini sulle altre. Per descrivere questa condizione, a partire dagli editori di mw1qHandbook of African Languages, è stato introdotto il termine mw1gcluster dialettale.cite-ref-0-26-0[26] Nell'ambito delle classificazioni, le unità chiamate mw2wcluster sono posizionate allo stesso livello delle mw3alingue.cite-ref-0-26-1[26] Una situazione simile, ma con un maggiore grado di mutua intelligibilità, è stata successivamente definita mw4qcluster linguistico.cite-ref-27[27]
Fattori politici
A causa della politica e dell'ideologia, la classificazione delle diverse parlate come dialetti o mw6glingue e il loro rapporto con altri tipi di idioma possono essere controversi e i verdetti inconsistenti e/o incoerenti. L'mw6winglese e il mw7aserbo-croato sono un valido esempio. Sia l'inglese sia il serbo-croato hanno due mw7qvarianti principali (rispettivamente inglese mw7gbritannico e mw7winglese americano, mw8aserbo e mw8qcroato), insieme ad altre varianti minori. Per ragioni mw8gpolitiche, la scelta di classificare queste varietà come "lingue" o "dialetti" porta a risultati inconsistenti e/o contrastanti: inglese britannico ed inglese americano, parlati da stretti alleati politici e militari, sono quasi universalmente considerati varianti di una lingua unica, mentre le lingue standard di mw8wSerbia e mw9aCroazia, le cui differenze sono del tutto paragonabili a quelle tra le varianti dell'inglese, sono considerate da molti linguisti della regione come lingue distinte.
Gli esempi paralleli abbondano. In mw9gLibano i "Guardiani dei Cedri", un mw9wpartito politico di mw-adestra, fortemente mw-qnazionalista e principalmente mw-gcristiano, che si oppone ai legami del paese col mw-wmondo arabo, sostiene che il "mw-alibanese" debba essere riconosciuto come lingua separata dall'mw-qarabo e ha finanche premuto per sostituire l'mw-galfabeto arabo con l'antico mw-walfabeto fenicio. In mwaqaSpagna il mwaqecatalano e il mwaqivalenciano vengono ufficialmente trattati come idiomi distinti dagli statuti delle mwaqmregioni di mwaqqCatalogna e mwaquComunità Valenciana, sebbene persino la stessa mwaqyAccademia valenzana della lingua, istituzione che regolamenta l'uso del valenciano, consideri quest'ultimo come varietà del catalano, analogamente al mondo accademico e all'mwaqcIstituto di Studi Catalani. L'Accademia della lingua valenciana descrive una "lingua pluricentrica", cioè con un mwaqgmwaqkcontinuum linguistico-dialettale sottoposto a norme, specialmente nel campo della regolamentazione fonetica, parzialmente differenti, come è il caso del mwaqofiammingo e l'mwaqsolandese.
Ciononostante esiste nella mwaq0Comunità Valenciana un diffuso movimento (il blaverismo) che nega l'unità della lingua e afferma che il valenciano è non solo giuridicamente, ma anche linguisticamente, una lingua differente, distinta e separata dal catalano. Altro esempio è il mwaq8moldavo: questa lingua non esisteva prima del 1945 e la comunità linguistica internazionale resta scettica sulla sua classificazione. Dopo l'annessione da parte dell'mwaraUnione Sovietica della provincia mwarerumena mwariBessarabia, successivamente ribattezzata mwarmMoldavia, fu imposto l'mwarqalfabeto cirillico per la scrittura del mwarurumeno e numerose parole mwaryslave furono importate nella lingua, nel tentativo di indebolire qualsiasi senso di identità nazionale condivisa con la mwarcRomania. La mwargMoldavia, dopo aver ottenuto l'indipendenza nel 1991 e cambiato nome in mwarkMoldova, tornò a un mwaroalfabeto latino modificato, come rifiuto delle connotazioni politiche dell'alfabeto cirillico.
Nel 1996 il parlamento moldavo, citando timori di "espansionismo rumeno", rifiutò una proposta del presidente mwarwMircea Snegur di ritornare al nome di lingua romena e nel 2003 fu pubblicato un mwar0dizionario "rumeno-moldavo", con l'intento di dimostrare che i due paesi parlassero lingue diverse. I linguisti dell'Accademia Rumena reagirono dichiarando che tutte le parole moldave erano anche parole rumene. Anche in Moldavia Ion Bărbuţă, il presidente dell'Istituto di Linguistica dell'Accademia delle Scienze, descrisse il dizionario come "un'assurdità" con motivazioni politiche. In contrasto, le lingue parlate del mwar4cinese Han sono usualmente denotate come dialetti, talvolta addirittura nel senso stretto di "variante", della mwar8lingua cinese standard, per promuovere l'unità nazionale, benché non siano tra loro mutuamente intelligibili senza un'adeguata istruzione o esperienza verbale.
Il significato dei fattori politici in un qualsiasi tentativo di rispondere alla domanda "Che cos'è una lingua?" è abbastanza grande da mettere in dubbio la possibilità di una definizione strettamente linguistica senza un approccio socioculturale. Questo è illustrato dalla frequenza con cui l'aforisma discusso precedentemente dell'esercito e della marina viene citato.
Il punto di vista della linguistica storica
Molti mwasulinguisti storici considerano ogni forma verbale come un dialetto del mezzo di comunicazione più antico da cui si è sviluppata. Questa prospettiva vede le mwasylingue neolatine moderne come dialetti del mwasclatino, il greco moderno come dialetto del greco antico, e il pidgin mwasgTok Pisin come dialetto dell'inglese.
Questo paradigma non è esente da problemi. Mette al primo posto le relazioni tassonomiche; i "dialetti" di una "lingua" (che può essere a sua volta un "dialetto" di una "lingua" più antica) potrebbero essere mutuamente intelligibili o meno. Inoltre una lingua genitrice potrebbe dar luogo a parecchi "dialetti" che a loro volta si suddividono numerose volte e alcuni "rami" dell'albero cambiano più rapidamente di altri. Ciò può dare origine alla situazione dove due dialetti definiti secondo questo paradigma con una relazione genetica alquanto lontana sono più facilmente comprensibili l'uno con l'altro di dialetti più strettamente imparentati. Questo schema è chiaramente presente nelle lingue neolatine dove l'mwasoitaliano e lo mwassspagnolo hanno un grado elevato di mutua comprensibilità, che nessuno dei due condivide con il mwaswfrancese, sebbene ciascuna delle due lingue sia tassonomicamente più vicina al francese che all'altra. La spiegazione di ciò è che il francese ha subito cambiamenti più rapidi rispetto allo spagnolo o all'italiano.
Il termine "dialetto" nel mondo
In Francia
Il sostantivo, che designa la prima forma linguistica appresa in famiglia e in cui per lo più ci si esprime nel contesto domestico,cite-ref-30[30]cite-ref-encein-31-0[31] viene utilizzato con significato prossimo a quello impiegato in Italia. Anch'esso veicola giudizi di valore sulla contrapposizione tra ambiente rurale ed urbano o cultura e arretratezza,cite-ref-encein-31-1[31] così come avviene nell'uso comune italiano. Altri significati sono quelli di idioma di una o più località rurali o varietà di un dialetto impiegato in una particolare contradacite-ref-32[32] e non dunque di vaste aree come l'mwavaOccitania. “Patois” è stato applicato erroneamente a mwavevarietà indipendenti dal francese, quali quelle mwavioccitane e mwavmfrancoprovenzali, a lungo connotate negativamente come “cattivo francese”. Ciò si è verificato in quanto la mwavqlingua francese standard, derivante dal patois dell'mwavuÎle-de-France (il mwavyfranciano irradiato da mwavcParigi) gode da secoli di prestigio letterario in un paese dove sono mancate, in forma estesa, forti resistenze al potere centrale. È dal mwavgXIX secolo che la pressione costante del francese si è imposta in tutti gli aspetti della società, riducendo le altre parlate antiche (mwavkpiccardo, mwavonormanno, mwavsvallone, mwavwmwav0champenois, borgognone e mwav4lorenese, definite congiuntamente come mwav8lingua d'oïl nel mwawaMedioevo) a patois rustici relegati all'uso familiare.cite-ref-33[33]
Tuttavia la mwawyFrancia ha riconosciuto lo status di lingua regionale al mwawccòrso, idioma di mwawgtipo toscano insegnato come seconda lingua opzionale nelle scuole, sebbene non vi sia una forma standard normata: infatti in mwawkCorsica si distinguono varietà dette "ultramontane" e "cismontane".cite-ref-34[34] Il còrso, da lungo tempo ritenuto politicamente come un dialetto allogeno (mwaw4dialecte allogène) dell'italiano, è stato quindi recentemente riconosciuto dalla Francia come una lingua autonoma perché potesse esserne predisposto l'insegnamento.
In Italia
Analogamente alla Francia, anche in mwaxmItalia il termine "dialetto" viene utilizzato abitualmente per indicare, ad esclusione dell'mwaxqitaliano, le mwaxulingue romanze presenti sul territorio: dodici idiomi storici, mwaxyromanzi e non, sono identificati come mwaxclingue minoritarie proprie delle mwaxgminoranze linguistiche storiche riconosciute dallo Stato, collegate a un'area storica precisa (per esempio mwaxkfriulano, mwaxosardo, mwaxscatalano, mwaxwoccitano e varie altre); questi idiomi godono di vari diritti, attuati in maniera difforme, quali l'insegnamento pubblico e l'uso nella comunicazione pubblica, potendo inoltre raggiungere con l'emanazione di apposite norme lo stato di formale e/o sostanziale coufficialità con l'italiano nell'area amministrativa di pertinenza.cite-ref-35[35]
Queste lingue minoritarie in genere non vengono mai chiamate dialetti, se non per ragioni ideologiche o come residuo di vecchie consuetudini, e la stessa legislazione (statale e regionale) per identificare varianti interne a queste lingue preferisce sempre il termine "variante" e suoi corrispettivi nelle lingue in questione a scapito del termine "dialetto".
Questa distinzione tra lingue minoritarie e i restanti mwayudialetti italo-romanzi non si basa, se non parzialmente, tanto su criteri meramente linguistici quanto su riconoscimenti di carattere sociale e storico-politico: tanto le lingue minoritarie ufficiali, quanto la gran parte dei dialetti italo-romanzi, non sono mwayyvarietà dell'mwaycitaliano, bensì idiomi linguisticamente distinti e spesso non mwaygmutualmente intelligibili, che hanno instaurato con l'italiano dei particolari rapporti di convivenza e d'identificazione (mwaykbilinguismo e/o mwayodiglossia).cite-ref-42-36-0[36]mway8cite-ref-ddd-uab-cat-9-1[9]cite-ref-degruyter-com-10-1[10]
Le uniche varietà propriamente dette della lingua italiana sono le varie forme di mwazkitaliano regionale, che risentono dell'influsso della lingua minoritaria o del dialetto locale soprattutto negli aspetti mwazoprosodici e, in parte, nel mwazslessico e nella mwazwsintassi.cite-ref-42-36-1[36]
Dal punto di vista mwaaisociolinguistico (per cui un idioma è subordinato ad un altro politicamente dominante) sono considerati come varianti dell'italiano anche i mwaamdialetti italiani mediani e quelli mwaaqtoscani; dal punto vista genealogico è il contrario: è l'italiano - derivato dal fiorentino trecentesco - a derivare dai mwaaudialetti toscani, e non viceversa.
Alcuni linguisti italiani, tra i quali mwaakTullio De Mauro e mwaaoGraziadio Isaia Ascoli, escludono dal novero dei mwaasdialetti italo-romanzi le lingue parlate dalla minoranza linguistica mwaawsarda e da quella mwaa0friulanacite-ref-37[37] (a differenza dell'originaria formulazione di mwabiGiovan Battista Pellegrini, che vi include invece tutti i dialetti romanzi che si riferiscano all'italiano come mwabmlingua tetto, inclusi sardo e friulanocite-ref-pelle-38-0[38]cite-ref-32-39-0[39]): lo stesso De Mauro, nel suo libro più famoso, considera sardo, mwabwladino e friulano come "formazioni autonome rispetto al complesso dei dialetti italoromanzi";cite-ref-40[40] il legislatore italiano, con la legge 482/99 sulle lingue di minoranza, che dà attuazione all'art. 6 della mwaceCostituzione italiana, ha seguito questo tipo di orientamento.
L'uso del termine mwacmdialetti per riferirsi alle mwacqlingue regionali italiane è talvolta contestato in quanto lascerebbe intendere minori prestigio e dignità rispetto all'italiano; altri apprezzano invece il termine come utile strumento di analisi per chi a vari livelli lavora per il salvataggio delle lingue minoritarie e regionali, che per sopravvivere devono liberarsi dal proprio stato di "dialetto", ovvero di lingue "dialettizzate".cite-ref-41[41]
In Svizzera
Nella mwacsSvizzera italiana e in quella mwacwromanda si ricorre rispettivamente ai termini dialetto e mwac0patois per designare le lingue mwac4lombarda e mwac8francoprovenzale con relative mwadavarietà locali, analogamente a quanto avviene in mwadeItalia e mwadiFrancia. Questi idiomi non godono infatti di alcun riconoscimento giuridico, al contrario di un'altra lingua regionale quale il mwadmromancio e delle tre più diffuse (mwadqtedesco, francese e italiano).
Nella mwadySvizzera tedesca non vi è invece stigmatizzazione culturale nei confronti delle varianti mwadcalemanne, forme di dialetto (mwadgDialekte) della lingua tedesca che sono state denominate mwadksvizzero tedesco per differenziazione rispetto al tedesco standard. Dalla metà del mwadoNovecento l'alemanno è infatti ampiamente diffuso in ogni aspetto della società, nei mwadsmass media e nel mondo dello spettacolo e dunque è utilizzato in ogni registro linguistico e in ogni situazione della vita quotidiana, a differenza di quanto avviene in mwadwGermania e mwad0Austria con le altre varietà locali. Il fenomeno è dovuto ad una reazione al mwad4pangermanesimo di fine mwad8XIX secolo e al mwaeanazionalsocialismo del mwaeeXX secolo provenienti dalla Germania.
Nel mondo arabo
I mwaeypaesi arabi ospitano un gran numero di varianti linguistiche comunemente chiamate "dialetti", per quanto siano tra loro così distanti da indurre alcuni studiosi a considerarle come delle lingue sorelle, ma separate.
In Cina
In mwaekCina le diverse mwaeolingue sinitiche, spesso non mutualmente intelligibili ai loro parlanti, sono definite mwaesdialetti benché i linguisti individuino parecchie sensibili differenze strutturali tra di esse.cite-ref-42[42]cite-ref-43[43] Il governo del paese disincentiva l'uso dei cosiddetti mwafqdialetti non standardizzati in quanto vede in essi simboli identitari di gruppi etnici e nazionalità potenzialmente in competizione, per questo è impegnato in una battaglia di lungo termine per promuovere il mwafucinese moderno standard, considerato il cinese corretto.cite-ref-44[44]
Note
cite-note-11. ↑ Voce dotta, ripresa dal lat. tardo mwagadialectos, s. f., "dialetto", prestito dal mwagegreco διάλεκτος, mwagidiálektos (mwagmmwagqBeccaria 2004,mwagu s.v. "dialetto").
cite-note-2-22. ↑ mwag8Dragan Umek, mwahamwaheLa varietà linguistica in Italia. Lingue regionali, dialetti, colonie e minoranze linguistiche (mwahimwahmPDF), su mwahqmoodle2.units.it, Università degli Studi di Trieste, 2019. mwahy«Cosa è un dialetto? In senso linguistico, un dialetto è una varietà di una lingua. In senso genealogico, un dialetto è una lingua che si è evoluta da un’altra lingua. In senso sociolinguistico, un dialetto è una lingua subordinata ad un’altra lingua.»
cite-note-3-33. ↑ mwaiaMichele Ghilardelli, mwaiemwaiiDialetto: definizione semplice di una parola controversa, su mwaimpatrimonilinguistici.it. mwaiu«Che cosa è un dialetto. mwaiymwaicIn senso linguistico, un dialetto è una varietà di una lingua. mwaigIn senso genealogico, un dialetto è una lingua che si è evoluta da un’altra lingua. mwaikIn senso sociolinguistico, un dialetto è una lingua subordinata ad un’altra lingua.»
cite-note-dialetto-44. ↑ mwai0mwai4Beccaria 2004,mwai8 s.v "dialetto". Sono anche riportati i seguenti significati: lingua di una singola località; lingua di un territorio più vasto di questa.
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cite-note-77. ↑ mwakuCristina Lavinio, mwakymwakcDimensioni della variazione: la regionalità dell’italiano (mwakgmwakkPDF), in Bruno Moretti, Aline Kunz, Silvia Natale, Etna Krakenberger (a cura di), mwakoLe tendenze dell’italiano contemporaneo rivisitate, Società Linguistica Italiana. mwakw«Gli italiani regionali sono però varietà rispetto alle quali neanche le persone colte hanno un’idea ben chiara, e quando se ne parla, anche nei media, li si confonde con i dialetti italiani 'tout court' (cioè con quelli che in Italia chiamiamo dialetti, ma che sono in realtà lingue sorelle dell’italiano a base toscana)»
cite-note-88. ↑ mwalaSilvia Ballarè, mwalemwaliLa negazione di frase: formule e funzioni - Studi di caso nel dominio italoromanzo (mwalmmwalqPDF). mwaly«Si ha bilinguismo, infatti, a causa dalla compresenza di italiano e dialetti che, come noto, appartengono a sistemi linguistici distinti. Seguendo la terminologia di Coseriu (1980), i dialetti italoromanzi sono dei dialetti primari rispetto all’italiano: si tratta infatti di lingue sorelle e coeve dell’italiano che, rispetto ad esso, hanno seguito un percorso parallelo; sebbene strettamente imparentate con l’italiano, sono individuabili per distanziazione (Abstand in Kloss 1967) poiché presentano differenze strutturali a tutti i livelli di analisi della lingua (v. ad es. Maiden e Parry 1997).»
cite-note-ddd-uab-cat-99. ↑ mwalwMassimo Cerruti, mwal0mwal4L'italianizzazione dei dialetti italiani: una rassegna (mwal8mwamaPDF), in mwameQuaderns d'Italià, n.mwami 21, 2016, p.mwamm 64. mwamu«Il contatto tra italiano e dialetto rappresenta, com’è noto, un caso di contatto tra sistemi linguistici diversi. I vari dialetti italiani parlati oggi sono infatti sistemi separati e indipendenti dall’italiano. Sono varietà sorelle del dialetto dal quale si è sviluppata la lingua standard; costituiscono ciascuno la prosecuzione di un volgare romanzo coevo del fiorentino, e hanno perciò una propria storia autonoma, parallela a quella del dialetto poi promosso a standard.»
cite-note-degruyter-com-1010. ↑ mwamsmwamwMichele Loporcaro, mwam0mwam412. L'Italia dialettale, in mwam8Manuale di linguistica italiana, Sergio Lubello, 2013. mwane«Il presente capitolo tratteggia la distribuzione areale e, a grandi linee, le principali caratteristiche strutturali dei dialetti italo-romanzi. Questi fanno parte del più ampio dominio romanzo e vanno considerati a tutti gli effetti – sul piano linguistico – come lingue sorelle delle altre varietà neolatine cui ha arriso maggior fortuna in termini socio-politico-culturali, a cominciare dall’italiano standard su base fiorentina.»
cite-note-1111. ↑ mwanuEmanuele Miola (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), mwanymwancChe differenza c’è tra lingua e dialetto?, su mwanglinguisticamente.org, 14 luglio 2020. mwano«Per lingue regionali si intenderà lingue parlate in una certa area, che non corrisponde a un’intera nazione, ma che non necessariamente coincide con una regione amministrativa. Val la pena di aggiungere che le lingue regionali parlate in Italia (e i loro dialetti) discendono direttamente dal latino e non sono quindi delle modificazioni o corruzioni dell’italiano, ma piuttosto delle lingue ‘sorelle’ dell’italiano.»
cite-note-1212. ↑ mwan4Luca Bellone, mwan8mwaoaParole, parole, parole... Riflessioni sul lessico dell'italiano contemporaneo, su mwaoeslideplayer.it, Università degli Studi di Torino, 2013. mwaom«In realtà: mwaoqmwaoudialetti: lingue sorelle dell'italiano (medesima origine) mwaoylingua e dialetto: 2 diasistemi sullo stesso livello; mwaocdialetto non è forma corrotta di una lingua nazionale»
cite-note-1313. ↑ mwaosChiara Meluzzi, mwaowmwao0Sociolinguistica (mwao4mwao8PDF), su mwapaallegatifac.unipv.it, Università degli Studi di Pavia. mwapi«Dialetti Italo-Romanzi (Cerruti 2011) mwapmmwapqLingue sorelle dell’italiano mwapuDerivati direttamente dal latino mwapyVicinanza strutturale con l’italiano (con differenze sui diversi livelli)»
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cite-note-2222. ↑ "[M]ost linguists have accepted it [the distinction] as a practical device, while recognizing, with Bloomfield, "the purely relative nature of the distinction" (mwauemwaui1933:54)." (mwaummwauqHaugen 1966,mwauu p. 922). [La maggior parte dei linguisti l'hanno accettata [la distinzione] come strumento pratico, riconoscendone allo stesso tempo "la sua natura puramente relativa".]
cite-note-2323. ↑ Berruto, mwaukFondamenti di sociolinguistica, citato in mwauomwausGobber 2006,mwauw p. 33.
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cite-note-32-3939. ↑ citereftreccani-dialetti-enciclopedia-dell-italianoFrancesco Avolio, mwa1gmwa1kDialetti, in mwa1omwa1sEnciclopedia dell'italiano, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010-2011. mwa10«L’adozione dell’italiano come riferimento, unico possibile criterio di distinzione fra il vasto insieme definito italo-romanzo e gli altri gruppi neolatini, è stata ripresa, nel 1975, da Giovan Battista Pellegrini, come base per la sua proposta di classificazione in cinque sistemi (italiano settentrionale, friulano o ladino-friulano, toscano o centrale, centro-meridionale, sardo), sulla quale oggi converge, pur con qualche differenza, la maggior parte degli studiosi (per approfondimenti e dettagli si rinvia alle voci sulle singole aree linguistiche). Tutti i dialetti italo-romanzi sono definiti mwa14primari, in quanto formatisi contemporaneamente a quello che poi sarebbe diventato l’italiano.»
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Voci correlate
• mwa7qLingua (linguistica)
• mwa7yFamiglia linguistica
• mwa7gManlio Cortelazzo
• mwa7oTeatro dialettale
• mwa7wVenturino Camaiti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Pavle Ivić e David Crystal, dialect, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.